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la mostra su Don Bosco a Sarzano-Mardimago

La mostra allestita al Meeting nel 2014 dal titolo "La Società dell'allegria L'Oratorio di Don Bosco: "Questa è la mia casa!" è stata noleggiata a Sarzano dal 27 gennaio al 01 febbraio 2015.
Vi proponiamo l'intervista fatta a Ida Cattozzo, organizzatrice e guida della mostra.

Com’è nata l’idea di proporre la mostra nella vostra città?
L’idea viene lanciata dal Parroco, assistente diocesano del movimento di Comunione e Liberazione, che propone la “modalità delle mostre” nelle nostre 2 parrocchie già per la 5^ volta nel solco delle linee pastorali diocesane, che indicano la via per l’evangelizzazione nel cammino che va incontro all’uomo d’oggi anche attraverso l’arte e la cultura, il vedere, lo stupore…. Anche il centro Culturale “Giacomo Sichirollo” di Rovigo, legato al movimento di Cl, promuove, sostiene e collabora con le nostre parrocchie nell’ambito di queste proposte.
Per questa specifica mostra, la ricorrenza del bicentenario dalla nascita di San Giovanni Bosco, ha voluto essere una particolare occasione per la nostra comunità che dispone di un centro giovanile a lui intitolato, per provocare alla riflessione sull’emergenza educativa guardando come il Santo dei giovani ha saputo farvi fronte nel suo contesto storico-sociale.

Quale ruolo ha ricoperto nella mostra (organizzatore, curatore, ecc.)?
Ho accolto la decisione, diffuso e comunicato la notizia dell’iniziativa, mettendo a disposizione un’attività di coordinamento ed organizzando, ad esclusione dell’aspetto economico e del contatto con il meeting e con la piccola società editrice, il resto dell’attività nei suoi vari aspetti: pubblicizzazione, contatti coi giornali locali, allestimento, accoglienza degli ambienti, coinvolgimento dei volontari per l’allestimento, ricerca delle guide volontarie, calendarizzazione delle visite programmate, turni di apertura, smontaggio. Inoltre ho fatto anche da guida.

Ci sono stati dei volontari che hanno partecipato alla mostra e in che modo si sono coinvolti?
I volontari, una quindicina, sono stati coinvolti per il servizio di guide tramite un avvicinamento ed un contatto personale, illustrando il senso della proposta come motivo per sé di mettersi in gioco in una testimonianza di fede diretta, nella bellezza che questo comporta. C’è stata un’accoglienza ed un’adesione gioiosa e spontanea.
Altri volontari sono stati coinvolti per l’allestimento, anche un piccolo gruppo di preadolescenti.

C’è stata molta affluenza? In particolare chi sono stati i maggiori fruitori della mostra: giovani, meno giovani, adulti, bambini o scuole?
A Sarzano-Mardimago s’è contata una presenza di circa 330 persone, quantitativamente buona per un contesto così piccolo e ancora poco educato alla fruizione di proposte culturali. Anche l’attenzione, il riscontro e l’apprezzamento dei dintorni di Rovigo, è stato interessante.
A Bottrighe che ha noleggiato la mostra in sequenza le presenze sono state circa 250.
Sono stati coinvolti tutti i gruppi dei ragazzi del catechismo delle 2 parrocchie e hanno aderito altri gruppi di ragazzi di altre parrocchie, il gruppo famiglia, nonché adulti, religiosi e sacerdoti a titolo personale.

Ci racconterebbe la sua personale esperienza in mostra: persone incontrate, fatti accaduti, aneddoti, persone e realtà coinvolte o testimonianze particolari?
Mentre mi rileggevo i pannelli appena allestiti ho provato una profonda commozione interiore, avevo comunque già letto la guida ed è un santo che mi accompagna fin dall’infanzia, di cui ho avuto occasione di approfondire la conoscenza in più momenti della mia vita; a lui sono molto affezionata e legata nella preghiera.
Ho avuto successivamente occasione di prepararmi per la presentazione della mostra che avrei dovuto esporre ad un gruppo famiglia e al direttivo del centro giovanile. In questa fase preparatoria svolta assieme con un’amica (guida) seguendo pannello per pannello, al fine di fissare i punti da sottolineare, sono emersi talmente tanti spunti e arricchimenti sulla questione educativa, sul nostro ruolo educativo, sul rapporto tra adulti-famiglie e giovani nella nostra realtà attuale, da rimanere entrambe stupite ed entusiaste.
Ho avuto occasione di fare da guida anche ad un gruppo di ragazzi di 1^ superiore della Parrocchia (14-15 anni). Per me è stata un’esperienza sinceramente entusiasmante parlare con il cuore di quanto la mostra presentava e leggere nei loro volti lo stupore e vedere nelle loro espressioni un ascolto attentissimo, anche in quei ragazzi che, un po’ i leader del gruppo, ostentavano prima della visita un atteggiamento annoiato, snobbando questa esperienza, dando per scontato che non sarebbe stata interessante. Hanno seguito con una tale espressione di meraviglia da lasciare me per prima stupita.
Ho potuto assistere ad un fatto che mi ha meravigliato: un’improvvisata e inattesa introduzione alla visita guidata della mostra da parte del vecchio parroco, che l’aveva appena visitata. Si è rivolto ad un gruppo di bambini irrequieti di 3^ elementare. I bambini si sono quasi istantaneamente e totalmente assorti in un atteggiamento di stupore, che li ha letteralmente inchiodati nell’ascolto pieno. Questo cambiamento così repentino ha suscitato in me una profonda riflessione sulla necessità e l’importanza che assume oggi la figura dei nonni, di coloro che raccontano e trasmettono un’esperienza della memoria, introducendo alla conoscenza di un prima che ci precede, che ci introduce alla ricerca di senso nella vita, dentro un oggi che ci si presenta come un turbinio di esperienze sempre nuove da consumare avidamente, per poi gettarle come prodotti commerciali obsoleti, rendendo apparentemente scollegato ogni percorso ed ogni tappa della vita che affrontiamo senza riferimenti. Emergenza educativa anche per gli adulti-eterni adolescenti.