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I mosaici di San Marco fanno tappa in Ungheria

La mostra allestita al Meeting nel 2005 dal titolo “Il Mistero della Salvezza nei mosaici di San Marco” a novembre e dicembre ha fatto le tappe Budapest e Pécs.
(Budapest, 10 - 27 novembre 2014)
(Pécs, 29 novembre - 15 dicembre 2014)

Abbiamo intervistato prof. György Domokos dell'Università d'Ungheria, uno degli organizzatori.





Com’è nata l’idea di proporre la mostra nella vostra città?
In verità questa e ormai la quarta mostra in cui collaboriamo: oltre la mostra riminese su Santo Stefano d'Ungheria, avevamo realizzato precedentemente qui in Ungheria, le mostre sui Santi Cirillo e Metodio (al Campus di Piliscsaba dell'Università Cattolica Péter Pázmány) e la mostra “L'avventura della conoscenza di Masaccio, Beato Angelico e Piero della Francesca”. Venezia, poi era, e sarà la citta che ha più rapporti con le nostre terre e costituisce comunque un ponte importante tra Occidente ed Oriente - come anche l'Ungheria. I bellissimi mosaici di San Marco abbracciano i secoli dell'arte veneziana e raccontano anche la storia della salvezza in maniera molto densa, da far vibrare lo spirito.


Quale ruolo ha ricoperto nella mostra (organizzatore, curatore, ecc.)?
Come negli altri casi, ho combinato organizzazione, curatela e traduzione. Abbiamo proposto i pannelli originali con traduzione ungherese accanto, così da non far perdere neanche ai non italofoni le bellissime analisi teologiche e storico artistiche. La traduzione era un semestre universitario con un bel gruppo di ragazzi che fanno italianistica alla mia università, la Cattolica dell'Ungheria. I testi tradotti e le immagini ci hanno accompagnati per sei mesi, a volte proprio seguendo anche l'anno liturgico.


Ci sono stati dei volontari che hanno partecipato alla mostra e in che modo si sono coinvolti?
I volontari sono stati alcuni degli studenti che si sono prestati a fare da guida in determinati orari per gruppi che si prenotavano. Molti hanno dato una mano anche nell'allestimento, e nel trasporto. Nella citta di Pécs, dove per volontà del vescovo la mostra ha fatto una seconda tappa, esiste pure una rete di studenti volontari del Museo Diocesano ed anche vari amici dell'Ufficio Diocesano hanno prestato molta attenzione all'organizzazione, all'accoglienza degli ospiti, ecc.
Ho coinvolto un frate francescano, storico dell'arte per l'inaugurazione a Budapest, a Pécs lo stesso vescovo ha voluto inaugurarla.


C’è stata molta affluenza? In particolare chi sono stati i maggiori fruitori della mostra: giovani, meno giovani, adulti, bambini o scuole?
Nella prima tappa, a Budapest, la mostra è stata esposta nei corridoi della facoltà di lettere. Moltissimi studenti hanno visto le immagini bellissime, sono arrivati dei gruppi organizzati ed anche persone singole, private. Chi lavora, studia in un ambiente così, anche involontariamente, viene acciuffato dallo sguardo della Madonna o di Gesù!

Ci racconterebbe la sua personale esperienza in mostra: persone incontrate, fatti accaduti, aneddoti, persone e realtà coinvolte o testimonianze particolari?
E’ stata una bellissima espressione il lavoro preparatorio con gli studenti: ha riempito di senso il nostro lavoro. Come regalo in più abbiamo avuto la possibilità poi di portare i pannelli in Ungheria, grazie alla vecchia amicizia con Sergio Pellegrini che ha sostenuto il progetto generosamente. I ragazzi erano colpiti da questo fatto: uno "sponsor" senza interessi, e anche Meeting Mostre (un altro amico, Carmelo Simone) che ha fatto un doppio servizio solo per noi...