Catalogo

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Il lavoro e l'ideale
Il ciclo delle formelle del campanile di Giotto

A cura di:
Mariella Carlotti
Coordinamento:
Marco Barbone


Al centro di Firenze ci sono tre grandi monumenti: il battistero, la cattedrale e il campanile. Pochi sanno che su questi tre monumenti, cuore della città, ci sono delle decorazioni scultoree che fanno fare al visitatore un percorso che va dal battistero alla cattedrale al campanile. Il ciclo scultoreo presente su quest'ultimo ne abbraccia tutti e quattro i lati con un doppio ordine: esagoni in basso, rombi in alto.
I cicli sul lavoro sono tipici di tutte le grandi città medievali, in ogni grande città medievale c’era e ancora rimane – come per esempio a Perugia sulla fontana maggiore, o a Modena nel Duomo, o a Chartres – un grande ciclo sul lavoro; questo perché probabilmente il mondo cristiano era ben consapevole di essere l’artefice di una originalissima concezione del lavoro. Il mondo antico sentiva il lavoro, soprattutto il lavoro manuale, come un’attività servile. Il mondo cristiano, e questo è uno dei grandi contributi che il cristianesimo ha dato alla civiltà occidentale, ha sentito il lavoro non come l’espressione dello schiavo, ma come l’espressione dell’uomo libero: l’uomo tanto più è libero tanto più lavora; è nella operosità che si vede la sua condizione di essere direttamente creato a immagine di Dio, cioè a immagine del creatore. In qualche modo l’uomo è corresponsabile, continuatore della creazione di Dio.
E per ciò a sua volta la sua libertà è creatrice. Per questo in tutte le grandi città medievali c’era un ciclo dedicato al lavoro che esprimeva questa percezione che l’uomo cristiano aveva del suo contributo al mondo, che era il lavoro.

Anno di presentazione
Questa mostra è stata realizzata in occasione della manifestazione “Meeting per l’Amicizia fra i popoli”, anno 2009

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