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Uno sguardo che da forma allo sguardo - Mostre Rivela 2016

Ante Gradus. Quando la certezza diventa creativa. Gli affreschi del Pellegrinaio di Santa Maria della Scala a Siena - Con avida, insistente speranza. L’avventura del beato don Carlo Gnocchi - “Ravenna. Lo splendore dei mosaici: sono questi i titoli delle mostre itineranti proposte dall’Associazione Rivela per il 2016 che tra maggio e dicembre toccheranno circa 30 località della provincia di Verona con alcune tappe nelle province di Brescia e Treviso. Una quarta mostra “I volti della misericordia” è pensata in particolar modo per le parrocchie.
L’intero percorso delle mostre 2016 ha come filo conduttore la misericordia ed è accompagnato dal titolo: “Uno sguardo che da forma allo sguardo”. Il ciclo dei mosaici evangelici di Ravenna, l’esperienza dell’antico Ospedale di Siena e la vita di don Carlo Gnocchi, dimostrano che chi si lascia abbracciare dall’amore di Dio è capace di uno sguardo misericordioso nei confronti degli altri uomini, come riflesso e prolungamento della misericordia divina.

Ante Gradus. Gli affreschi del Pellegrinaio di Santa Maria della Scala a Siena.
Secondo la tradizione, alla fine del IX secolo, il ciabattino Sorore fondò in Siena l’Ospedale di Santa Maria della Scala per dare accoglienza ai pellegrini della via Francigena. Ha inizio così la millenaria storia di uno dei più antichi Ospedali d’Europa che divenne una grande istituzione dedicata alla cura degli infermi, all’accoglienza dei poveri, all’ospitalità e all’educazione dei bambini abbandonati, luogo in cui il popolo di Siena espresse la propria carità. Nel XV secolo, l’ospedale commissionò sulle due pareti lunghe della vasta aula di ingresso, un ciclo di affreschi del Pellegrinaio che fissano nel tempo origine e compito del Santa Maria della Scala. La mostra presenta il Santa Maria della Scala attraverso tali affreschi che documentano l’urgenza, sempre presente in un’opera nata con una forte impronta ideale, di ridire continuamente a se stessa e al mondo il significato e il fine della sua esistenza.


Don Carlo Gnocchi. Con avida insistente speranza

La mostra è un luogo animato da video, dove incontrare la bellezza, il fascino, la statura umana di don Carlo Gnocchi. Innanzitutto racconta e fa vedere l'esperienza della guerra in Russia e la tragedia della ritirata. Assistendo gli alpini feriti e morenti e raccogliendone le ultime volontà, matura in don Carlo la decisione, se fosse sopravvissuto, di dedicarsi completamente all'opera di cura e riabilitazione dei bambini orfani, mutilati e poliomelitici. Don Carlo Gnocchi è un testimone irriducibile di una fede
limpida coniugata con un instancabile operosità. La sua personalità è caratterizzata da un temperamento solare e dalla tensione a cogliere i segni che la realtà gli poneva davanti. Si é mostrato capace, in ogni situazione, di saper guardare in avanti, di accettare con forza le prove in cui fu coinvolto sapendo riconoscere il valore del dolore soprattutto di quello dei bambini. Ha usato tutti i mezzi con capacità imprenditoriali per curare il male, per alleviarne gli effetti devastanti per sostenere il sacrificio della sofferenza.

I volti della misericordia

Partendo dall’origine storica del Giubileo, la mostra affronta il tema della Misericordia, parola derivante dal latino misericors (aggettivo miser, misero più corcordis, cuore) e da misereor (avere pietà). l’esposizione mostra i volti nei quali si è più manifestata la misericordia stessa; si potrà approfondire e riscoprire il volto di Gesù e della Madonna passando attraverso le vite di alcuni particolari santi e il loro ruolo di continuatori di opere di misericordia. l’esposizione propone anche alcuni episodi storici significativi di conversione e perdono di peccatori. Questi episodi sono stati e sono ancora oggi un’occasione per comprendere il significato cristiano di giustizia e di perdono. Uno sguardo sull’altro quasi “sovversivo” rispetto a quello che l’uomo contemporaneo cerca di realizzare.