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La luce dei martiri nuovamente brilla nella terra di Siberia

Vi proponiamo un racconto della mostra del Meeting a Kemerovo dal sito dell'Università San Tichon di Mosca

Su invito del metropolita di Kemerovo e Prokop’ev, il vescovo Aristarch, nella chiesa inferiore della Cattedrale della Trinità di Kemerovo, in Siberia, il 28 febbraio è stata inaugurata la mostra “La luce splende nelle tenebre. La testimonianza della Chiesa Ortodossa Russa negli anni della persecuzione sovietica”.

La mostra, organizzata dall’Università Ortodossa San Tichon di Mosca in collaborazione con studenti italiani e ucraini, era stata inzialmente progettata per il Meeting di Rimini, dove è stata inaugurata nell’agosto 2013, e non era ancora apparsa in versione russa. Scopo del suo viaggio a Kemerovo è stato quello di ricordare agli abitanti della Siberia delle dure pagine della storia della Chiesa nel corso del Ventesimo secolo, raccontate in maniera nuova.

Durante la cerimonia di apertura, che si è voluta organizzare nell’anniversario della più terribile fucilazione di massa nella storia del Poligono di Butovo (il 28 febbraio 1938 furono lì uccisi 562 persone), il vescovo Aristach ha sottolineato l’importanza di fare memoria delle vittime delle terribili persecuzioni del Novecento: “Tutto ciò che è accaduto alla nostra Chiesa, al nostro popolo, non deve mai essere dimenticato. Interessarsi ai martiri vuol dire interessarsi all’essenza stessa del cristianesimo, alla testimonianza di Cristo”.

Dopo l’introduzione di Aristarch, la curatrice Lidija Alekseevna Golovkova, docente alla cattedra di Storia Contemporanea dell’Università San Tichon, ha presentato il percorso della mostra. La Golovkova ha sottolineato l’importanza dell’aver esposto la mostra nella regione del Kuzbass (dove si trova Kemerovo), un luogo tristemente famoso per i suoi lager, in cui morì un gran numero di confessori della fede. Lidija Alekseevna ha definito la mostra come una originale guida, un sussidio per chi cerca la verità e vuole seguire la traccia dei martiri verso il loro Golgota, che è diventato, in fondo, la “invincibile vittoria” della Chiesa Ortodossa Russa.

Le visite per il pubblico sono state guidate non solo dai curatori della mostra, ma anche da alcuni studenti volontari venuti a Kemerovo dall’Università San Tichon. Secondo i loro racconti, il fatto stesso di aver esposto una tale mostra non in uno spazio appositamente adibito, ma in una chiesa consacrata e funzionante è stato insolito. In questo modo molte persone, venute in chiesa a pregare, vi trovano file di pannelli che raccontano delle persecuzioni del potere contro la Chiesa, oltre che di persone rimaste fedeli a Cristo durante quei tempi non semplici. Nessuno dei passanti è uscito dalla chiesa senza prestare attenzione alla mostra. Si potevano vedere visitatori farsi il segno della croce davanti ai pannelli, chinarsi di fronte alle icone e alle fotografie dei martiri raffigurati, copiare a mano o fotografare le citazioni. A volte era interessante osservare come durante la visita cambiasse il volto dei visitatori: inizialmente scettico e diffidente, entusiasta e commosso alla fine. Una piacevole sorpresa è stata quella di scoprire che i ragazzini venuti ad ascoltare la mostra sapevano già molto dei lager e dei luoghi di fucilazione nella zona di Kemerovo.

Subito dopo la cerimonia di apertura della mostra, alla Sede Vescovile di Kemerovo si è tenuta la conferenza dal titolo “La scuola contemporanea: educazione, istruzione, tradizione”, dove sono intervenuti tra gli altri Lidija Golovkova, Aleksandr Filonenko, professore all’Università Statale di Charkov (Ucraina), e Franco Nembrini, rettore del centro scolastico La Traccia di Calcinate (Bergamo). Durante i lavori è stato affermato che le “Vie Crucis” e i volti dei Nuovi Martiri e Confessori della Fede russi sono di per sè in grado di raccontare al mondo ateo cosa sia la Chiesa più di qualunque altro discorso, e proprio per questo motivo mostre di questo genere sono fondamentali.

La mostra “La luce splende nelle tenebre” rimarrà esposta nella chiesa inferiore della Cattedrale della Trinità di Kemerovo per tutto il tempo di Quaresima.

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