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Io Pinocchio

A cura di Emma Bacca

La mostra è sulla fiaba di “Le avventure di Pinocchio” e riprende la storia del noto burattino permettendo, al bambino che la guarda, di rivivere il rapporto tra padre e figlio: Geppetto e Pinocchio.
La fiaba parte dal fatto che Pinocchio viene subito chiamato figlio da Geppetto, lui che è solo un burattino, e scopre che, se questo significa essere bravi, studiosi e pieni di giudizio, non è proprio nelle sue possibilità.
Così infatti Collodi comincia a raccontare delle avventure del burattino che, tra allontanamenti e monellerie, si ritroverà a ricercare continuamente il perdono del suo babbo e a ritornare sempre a quel rapporto di padre e figlio.
La Fata si inserisce sulla strada del giovane burattino come mediatrice. Una fata fuori dal comune, che assomiglia più ad una madre. Ella infatti non compie magie, né dona poteri al burattino, ma vigila e accompagna la libertà di Pinocchio, proprio come una mamma.
Lungo la sua strada Pinocchio impara, sulla propria “pelle”, che l’uomo può diventare bestia se si accontenta solo desideri piccoli e facili, diventando ciuchino e rischiando addirittura di esser ridotto a tamburo, cioè trasformato in un oggetto!
Ma l’amore della fata è grande e Pinocchio scoprirà che basta chiamarla in aiuto perché arrivi a mostrargli la strada per lui, la strada per ritornare se stesso e non essere più un ciuchino, la strada che lo porterà a salvare il suo babbo, a lavorare per amore e non per rispondere all’ideale di bravo ragazzo.
In ultimo la fata tornerà con tutta la sua tenerezza a mostrare a Pinocchio che, lungo il suo percorso, è diventato un bambino vero: è finalmente e pienamente figlio, lasciandolo poi, come ogni madre, con la raccomandazione di mettere giudizio per l’avvenire, per essere felice.

Anno di presentazione
Questa mostra è stata realizzata in occasione della manifestazione “Meeting per l’Amicizia fra i popoli”, anno 2017